Artrosi e medicina rigenerativa: come curare le articolazioni senza bisturi
Pubblicato da Dott. Filippo Maria Ranaldi in Ortopedia · Mercoledì 17 Dic 2025 · 3:45
Tags: artrosi, medicina, rigenerativa
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Artrosi e medicina rigenerativa: come curare le articolazioni senza bisturi
L’artrosi è una malattia degenerativa che colpisce le cartilagini e interessa milioni di persone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2020 quasi 595 milioni di individui, pari al 7,6 % della popolazione mondiale, convivevano con questa patologia. In Italia l’artrosi riguarda oltre 4 milioni di persone; il ginocchio è una delle sedi più coinvolte, soprattutto dopo i 50 anni, e costituisce una delle principali cause di dolore e limitazione nell’attività sportiva e lavorativa.
Perché si consuma la cartilagine
L’avanzare dell’età rimane il fattore di rischio più importante, ma l’artrosi non dipende solo dall’invecchiamento. Sovrappeso, traumi ripetuti (come nei lavori pesanti o negli sport di contatto), predisposizione genetica e malattie metaboliche come il diabete aumentano il rischio di consumo precoce della cartilagine. L’uso di movimenti ripetitivi o posture scorrette a lungo andare accelera il processo degenerativo. Anche dopo un intervento di ricostruzione del legamento crociato o la rimozione di un menisco l’articolazione può andare incontro a degenerazione. Per questo gli ortopedici raccomandano sempre una riabilitazione adeguata e il controllo del peso.
Cosa offre oggi la medicina
Non esistono farmaci in grado di far “ricrescere” la cartilagine; tuttavia l’ortobiologia, ovvero l’uso di sostanze biologiche provenienti dal corpo, rappresenta una novità promettente. Le infiltrazioni di acido ialuronico sono da anni uno strumento sicuro per migliorare la lubrificazione dell’articolazione e ridurre il dolore. Negli ultimi anni si è diffuso l’uso del Plasma Ricco in Piastrine (PRP) e delle cellule staminali ottenute dal tessuto adiposo. Questi trattamenti sfruttano i fattori di crescita contenuti nel sangue o nelle cellule per stimolare la riparazione dei tessuti lesionati. Il presidente della SIOT, Pietro Simone Randelli, spiega che tali terapie, nelle fasi iniziali o moderate dell’artrosi del ginocchio, possono rallentare la progressione della malattia e ritardare la necessità di una protesi. Gli effetti sono temporanei ma spesso durano almeno 12 mesi.
In alcuni centri selezionati vengono utilizzate cellule staminali mesenchimali autologhe, prelevate dal midollo osseo o dal grasso addominale e re-iniettate nell’articolazione. Le evidenze scientifiche sono ancora in evoluzione, ma gli studi mostrano miglioramenti del dolore e della funzionalità, soprattutto se le lesioni sono circoscritte e non eccessivamente avanzate. È importante affidarsi a professionisti esperti: l’ortobiologia non è un rimedio fai-da-te e richiede una corretta indicazione e un monitoraggio specialistico.
Prevenire è meglio che curare
Le terapie rigenerative rappresentano una “ponte” tra i trattamenti conservativi tradizionali e la chirurgia protesica. Il modo migliore per evitare o posticipare l’artrosi rimane però la prevenzione. La SIOT consiglia di mantenere in forma la muscolatura con attività come nuoto e bicicletta a sella alta, evitando esercizi che sovraccaricano la rotula (come squat profondi e leg press pesanti) . Evitare il sovrappeso è fondamentale: per ogni chilo perso si scaricano 4 kg di peso sul ginocchio. Una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura, l’assunzione di integratori a base di collagene o glucosamina e l’utilizzo di calzature idonee contribuiscono a mantenere la cartilagine in salute.
Per gli sportivi, soprattutto in presenza di lesioni legamentose o meniscali, è essenziale seguire un programma di riabilitazione che rafforzi i muscoli stabilizzatori ed eviti movimenti bruschi fino al completo recupero. Chi pratica corsa o maratona può beneficiare di cicli periodici di infiltrazioni di acido ialuronico per proteggere l’articolazione. Infine, non sottovalutate i segnali di dolore e rigidità: una visita precoce da un ortopedico permette di diagnosticare precocemente l’artrosi e valutare la terapia più adatta.
Un futuro senza bisturi?
La ricerca è in continua evoluzione. Le tecniche rigenerative non promettono miracoli, ma offrono una nuova speranza a chi convive con il dolore articolare. Per molte persone rappresentano un modo per continuare a praticare sport e vivere attivamente senza ricorrere subito alla chirurgia. L’importante è ricordare che ogni ginocchio è diverso: solo una visita specialistica può indicare se l’ortobiologia è la strada giusta e quali terapie associare per ottenere il massimo beneficio.
Dott. Filippo Maria Ranaldi
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
